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Recensione in anteprima: Il corridore di Parker Williams

Titolo: Il corridore
Autore: Parker Williams
Traduttore: Veronica Zana
Editore: Dreamspinner Press
Genere: contemporaneo
Formato: ebook
Pagine: 186
Prezzo: $ 6,99
Data di uscita: 25 giugno 2019

A sedici anni, Matt Bowers è vittima del crudele tradimento di qualcuno di cui avrebbe dovuto potersi fidare. Ridotto all’ombra di se stesso, deve combattere contro un disturbo ossessivo-compulsivo e la sindrome da stress post traumatico. Vive in un terrore costante, in esilio dal mondo. Dopo aver acquistato un remoto lotto di terra, pensa di aver trovato il luogo perfetto in cui nascondersi e ritrovare un po’ di pace. Per dieci anni, resta aggrappato a questo senso di tranquillità, finché uno sconosciuto non decide di mettersi a correre proprio davanti alla sua casa.

Quell’intruso sgradito fa la sua comparsa ogni giorno, sconvolgendo la sua vita organizzata nei più minimi dettagli. Matt si rivolge allo sceriffo della città, ma questi si rifiuta di aiutarlo: dopotutto, il corridore non sta facendo niente di male. Col tempo, dopo aver goffamente rotto il ghiaccio con lui, Matt comincia ad accettare la sua presenza.

Ma un giorno l’uomo non passa. La sua assenza manda di nuovo nel caos il mondo di Matt, che sarà costretto a prendere la decisione più difficile della sua vita.

Recensore

Copia ARC

“Il corridore” di Parker Williams è un libro bellissimo, anche se durante la lettura avrei voluto provare qualche emozione in più.

Il tema del trauma è trattato a 360 gradi, i personaggi hanno un mix di prima, durante, dopo, che abbraccia il romanticismo grazie anche alla coppia principale. Troviamo sorrisi, dolore e preoccupazione per un figlio/fratello/amico perso in un mondo fatto di controllo, accarezzando così un realismo terribile o meraviglioso. Matt Bowers, attraversa dei cambiamenti importanti in modo chiaro.

Tutto questo mi ha permesso di affezionarmi tantissimo alla storia in generale, ma è Clay il personaggio che mi è piaciuto di più per la sua estrema dolcezza.

A causa però dello stile di scrittura abbastanza essenziale non mi sono commossa, né ho pianto. Secondo me è un libro che si apprezza fino in fondo, dopo la sua conclusione.

Voto

Editing

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