Recensione: Un’occasione di seconda mano di Heidi Cullinan & Marie Sexton

 

Titolo: Un’occasione di seconda mano
Autore: Heidi Cullinan & Marie Sexton
Serie: Tucker Springs (#2)
Traduttore: Raffaella Arnaldi
Editore: Triskell edizioni
Genere: contemporaneo, romance m/m
Formato: ebook
Pagine: 245
Prezzo: € 4,49
Data di uscita: 10 luglio 2017

Paul Hannon si è trasferito a Tucker Springs per la sua fidanzata, ma lei lo ha lasciato con una casa troppo costosa da mantenere e un ripostiglio pieno di gadget inutili. Tutto ciò che Paul vorrebbe è tornare alla normalità, anche se non sa più bene cosa voglia dire questa parola. Un giorno, vagando per Tucker Springs alla ricerca di un regalo per riconquistare Stacey, incontra El Rozal, proprietario di un banco di pegni e cinico di prima categoria.
El Rozal non è tipo da relazioni, specialmente con ingenui ragazzi etero che ancora si struggono per la loro ex. Certo, si guadagna da vivere occupandosi di roba scartata da altri, ma la definizione non include gli uomini. Eppure, quando Paul comincia a fare pulizia nella sua vecchia vita, impegnando arnesi da cucina che non ha mai realmente voluto possedere, El si scopre attratto da lui suo malgrado.
I due non hanno niente in comune se non un passato pieno di delusioni. Non c’è ragione di pensare che possano stare insieme, ma secondo la filosofia di El, i rifiuti di un uomo sono il tesoro di un altro. Quando si tratta d’amore, El e Paul impareranno che seconda mano non vuole per forza dire seconda scelta.

Recensore

Questo secondo capitolo della serie “Tucker Springs” scritto da Heidi Cullinan e Marie Sexton è stato una lettura grandiosa.
È la storia dei percorsi di Paul Allan Hannon e Emanuel “El” Mariano Rozal per riuscire ad avere l’amore romantico. Strada fatta di esperienze di vita che li portano a trovare sensazioni, emozioni e desideri che permettono di conoscere nel dettaglio i due protagonisti, di entrarci in empatia, nonostante debbano superare l’atteggiamento generalmente passivo, che per motivi diversi hanno nei confronti dell’esistenza.
Anche la cittadina adesso è vissuta in modo migliore in più di un senso, sia nel presente che nel passato:

El accorciò la distanza tra lui e la madre, e la prese tra le
braccia. «Hanno portato via le sue cose,» sussurrò, «ma non
hanno portato via lui.»

Ci ritrovammo sul tetto del bar. Il pulsare della musica si
sentiva ancora, ma era più una vibrazione sotto le suole delle
scarpe che un suono nelle orecchie. Sotto di noi si stagliava il
Light District, e le intese luci bianche del centro sembravano un
contrasto perfetto con il bagliore arancio del tramonto.

Voto

Editing

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