Recensione : Quando dal cielo cadevano le stelle di Federica Pannocchia

Titolo : Quando dal cielo cadevano le stelle
Autrice: Federica Pannocchia
Genere : Narrativa italiana
Editore : Eden Editori
Data di pubblicazione : 10 Dicembre 2016

Lia ha tredici anni. È una ragazzina italiana piena di sogni e di allegria, con l’unica colpa di essere ebrea durante la seconda guerra mondiale. Dallo scoppio delle leggi razziali la sua vita cambia, e con la sua famiglia è costretta a rifugiarsi in numerosi nascondigli, a sparire dal mondo. Da quel mondo di cui vuole fare disperatamente parte. Passano gli anni, conditi da giornate piene di vicende, di primi amori, di paure e di speranze, come quella più grande, la speranza che presto la guerra finirà. Ma nessuno ha preparato Lia alla rabbia dei nazisti. Il 16 ottobre 1943, la comunità ebraica del ghetto di Roma viene rastrellata dalla Gestapo e i nazisti le ricorderanno che una ragazzina ebrea non ha il diritto di sognare, di sperare, di amare. Di vivere. Lia sarà deportata ad Auschwitz con la sua famiglia, e da quel giorno avrà inizio il suo incubo. Terrore, lavoro, malattie, camere a gas, morti. E determinazione. Quella che Lia non vuole abbandonare. Quella determinazione che vorrà usare per gridare al mondo di non dimenticare. Quella determinazione che brillerà nei suoi occhi quando il freddo sarà troppo pungente, quando la fame sarà lancinante, quando la morte sarà troppo vicina e quando sarà deportata in altri campi di concentramento.

Recensore & Progetto grafico : 

Straziante.
Intenso.
Duro.
Profondo.
Basterebbero questi quattro aggettivi? Sì, perché racchiudono il senso della follia umana; No, perché in questo libro c’è molto di più.
Non mi è facile descrivere o parlarvi di questo romanzo o meglio per come l’ho vissuto io, un vero documentario di una delle pagine più scure della nostra storia.
A tutti fa paura la guerra. I nostri nonni, i nostri genitori, l’hanno vissuta sulla loro pelle e a noi non resta che riviverla attraverso i loro occhi e i loro racconti, ma quello che ci fa più riflettere sono i loro silenzi.
Questo libro è scritto attraverso gli occhi di una ragazzina, la gioia di vivere in persona che non si è mai fatta piegare dalla guerra, non si è mai fatta piegare dall’uomo e dalla sua malvagità; una ebrea come tanti nella Roma degli anni 40 in pieno secondo conflitto mondiale, una ragazzina costretta a rimanere rinchiusa per anni in una cantina, in una soffitta e poi come se non fosse sufficiente separata dalla famiglia e rinchiusa in un campo di concentramento.
Ma lei Lia non si è mai fatta piegare dall’uomo, il suo spirito forte e la sua luce illuminavano l’oscurità della cantina o della soffitta o di quel campo.
La storia ci dice chi siamo, anche se in questo libro ci sono personaggi inventati, la storia resta storia, e tra queste pagine c’è tanta ricercatezza. Ogni parola, ogni frase sono scritte con passione, sentimento e rispetto nei confronti di chi non c’è più, di chi è stato “annullato dall’uomo” ma il suo ricordo riecheggia nell’eternità.
Il racconto gira intorno a una ragazzina e alla sua famiglia. Attraverso gli occhi di Lia vedi la cantina, conosci i suoi genitori, la sua amata nonna e i suoi fratelli, vivi con lei il trascorrere del tempo, le paure, le discussioni, e vivi la sua maturazione nata non solo dalla guerra ma dal fatto di non volersi piegare al pessimismo della madre, senti dentro questa immensa gioia di vivere che spesso dimentichiamo perché diamo tutto troppo per scontato.
Leggi di Lia, delle paure durante i bombardamenti, vivi ogni spostamento con terrore, vivi il rastrellamento con angoscia e quel dopo rastrellamento che tutt’ora fa tanta paura e fino alla fine speri con lei, soffri con lei, lei che porta il sole ovunque vada. Lei che insieme alla sua famiglia è stata venduta per soldi. Sì, perché l’uomo è anche questo, l’uomo è in grado di fare cose meravigliose ma il più delle volte è orribile, è spregevole, è meschino, il perché non si sa, o forse sì.
Un libro che nonostante tutto parla di speranza, di gioia di vivere e di momenti felici, nonostante il terrore, la paura, in una Roma fatta di macerie, di bombe e di occupazione, ma fino alla fine c’è una luce e questa luce è la gioia che risiede dentro una ragazzina che deve fare i conti con le sue prime dolci esperienze e al contempo deve fare i conti con la dura realtà, fatta di soldati e quel baratro oscuro che si chiama guerra, ed è la dimostrazione che alla fine non ci sono né vincitori, né vinti, ma solo dolore e distruzione, di perdite e di sogni infranti, e se sei ancora in grado di respirare, alla fine di tutto, devi vivere, devi vivere per chi non c’è più e devi farlo intensamente nonostante si porti un peso nel cuore e un dolore che non passerà mai.
Sono rimasta colpita, questo libro è di una realtà spiazzante, bello nella sua crudeltà per via del tema trattato, ci sono ricerche approfondite e si vede, anzi si legge. Nulla è scritto tanto per far volume.
Federica Pannocchia ha fatto un lavoro meraviglioso, e questo librò merita di essere nelle librerie di tutti perché è uno specchio di quello che siamo stati, di quello che abbiamo vissuto anche se in forma di romanzo.
È un libro che ti lacera l’anima ma nonostante questo ti trasmette gioia di vivere.
Spero di aver reso giustizia a questo libro così intenso e coinvolgente e per nulla scontato anche se si conosce la storia.

Voto :

Editing :

Advertisements

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...