Coming soon ed estratto: Un compagno proibito di Toni Griffin

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Titolo: Un compagno proibito
Autore: Toni Griffin
Serie: I fratelli Holland (#4)
Traduttore: Caterina Bolognesi
Editore: Mischief Corner Books
Genere: romance m/m, fantasy
Formato: ebook
Pagine: 224
Prezzo: € 5,67
Data di uscita: 21 dicembre 2016

Trama

Il giorno in cui Patrick Holland aveva trovato il suo compagno sarebbe dovuto essere il più bello della sua vita, invece si era trasformato in un incubo grazie a una semplice telefonata. Il suo compagno non lo voleva. Gli si era spezzato il cuore ma, a sedici anni, era stato troppo giovane per poterci fare qualcosa. I seguenti dieci – lunghissimi – anni della sua vita li ha passati lontano dal suo compagno. Separati da forze che non riesce a comprendere e da una lunga lista di fraintendimenti, Patrick dubita che l’uomo che ama e odia allo stesso modo sarà mai suo.

Jake Richmond non si sarebbe mai aspettato di tornare a casa dall’università per scoprire che il più giovane dei fratelli Holland era il suo compagno. Pur sapendo che la notizia avrebbe potuto scioccare suo padre, ancora in lutto per la morte della compagna, Jake l’aveva condivisa con lui, ma l’uomo aveva reagito minacciando il suo compagno. Lui aveva fatto l’unica cosa che aveva ritenuto possibile per proteggere Patrick. I seguenti dieci anni non sono stati altro che una lunga tortura, mentre guardava il suo compagno crescere e diventare un giovane uomo.

Dicono che il tempo possa curare tutte le ferite, ma di quanto tempo stiamo parlando?

Estratto: ATTENZIONE SPOILER

Jake prese un respiro profondo e poi lo lascò andare. Era come strappare un cerotto. “Ho trovato la persona destinata a essere la mia compagna.”
Il volto di suo padre non mostrava altro che gioia. “Ma è meraviglioso! Dov’è? Perché non l’hai portata a casa con te?” Si stava guardando attorno, come se si aspettasse di veder spuntare qualcuno da dietro l’angolo.
Jake fece una smorfia. Suo padre dava per scontato che si trattasse di una donna. “È un po’ più complicato di così, papà.”
“Che c’è di complicato? La reclami e la porti a casa a farmela conoscere.”
“Papà, il mio compagno è Patrick Holland, e ha solo sedici anni. Per questo è complicato.” Jake vide l’amore e la gioia sul volto dell’uomo trasformarsi immediatamente in rabbia e odio e ne rimase sbalordito. “Papà?” ripeté, quando non ottenne alcuna risposta per alcuni minuti.
“Il tuo compagno è chi?” gli urlò contro suo padre. Jake restò seduto immobile, scioccato, non solo per l’improvviso grido nella stanza silenziosa, ma anche per la furia che udì nella voce dell’uomo, una furia che non credeva di poter mai sentire nel tono di colui che l’aveva cresciuto.
“Patrick Holland, il figlio più giovane dell’Alfa.”
Aveva sperato che menzionando l’Alfa suo padre si sarebbe calmato un po’, ma si era sbagliato. Semmai, Arthur Richmond sembrava ancora più furioso. “Ti proibisco di reclamarlo!” ruggì, balzando in piedi.
Lo shock lo scosse da capo a piedi e Jake scattò indietro contro lo schienale del divano. Dio, sperava di aver frainteso le sue parole. “Papà, Patrick ha solo sedici anni. Gli ho già detto che non lo reclamerò fino a quando non avrò finito gli studi.”
Tutte le sue speranze morirono con la risposta che ricevette subito dopo. “Non m’importa quanti anni ha il ragazzino,” sibilò l’uomo, quasi strappandosi ogni parola dai denti serrati. “Non. Stringerai. Il. Legame. Con. Lui! Te. Lo. Proibisco.”
Jake fissò suo padre: il volto rosso di rabbia, le mani strette a pugno fino a farsi sbiancare le nocche, il petto che si alzava e si abbassava a ogni respiro. Non l’aveva mai visto in quello stato. “Perché?” gli chiese, non riuscendo a capire per quale motivo fosse così contrario al legame tra lui e Patrick.
“Non sei gay. Non sarai mai gay. Non m’interessa cosa fanno i tuoi amici con le loro vite, ma mio figlio non si abbasserà mai a essere un maledetto sodomita.”
Jake scosse la testa, cercando di capire da dove arrivassero tutto quell’odio e rabbia improvvisi. Suo padre l’aveva sempre pensata così e lui non se n’era mai accorto?
“Papà, Patrick è il mio compagno. Non importa di che sesso sia, devo reclamarlo,” provò di nuovo, implorandolo di capire. “Di certo sai quanto mi sarebbe difficile stargli lontano. Hai sentito anche tu l’attrazione verso mamma. Lo sai cosa sto passando.”
Prima di avere il tempo anche soltanto di sbattere gli occhi, si trovò davanti suo padre, che lo strattonò via dal divano e lo sbatté contro la parete, inchiodandolo lì con la mano stretta attorno alla sua gola. “Come osi nominare tua madre! Sarebbe tanto disgustata quanto lo sono io nello scoprire che suo figlio è un frocio pervertito.” Gli artigli gli bucarono la pelle e la presa si fece più serrata, togliendogli il respiro. Poteva sentire dei rivoletti di sangue colargli lungo il collo.
Arthur portò il viso a pochi centimetri dal suo, senza mai allentare la stretta attorno alla sua gola. Jake riusciva appena a respirare e anche quella poca aria gli abbandonò i polmoni quando l’uomo parlò di nuovo. “Tu tocca questo tuo cosiddetto compagno e io l’ammazzo. Non m’interessa di chi è figlio il piccolo stronzo.”
Jake si sentì sbiancare e restò senza fiato. Non poteva credere a ciò che aveva appena sentito.
“Di’ a qualcun altro che è il tuo compagno e io lo uccido. Non avrò un figlio finocchio, mi hai capito?” Jake poteva muoversi a stento, era inchiodato al muro dietro di sé. “Non ho problemi a mettere in atto la mia minaccia contro lo stronzetto, perciò farai bene a prendermi sul serio.”
Jake riuscì a rispondere soltanto con un piccolissimo cenno del capo.
Suo padre gli sputò in faccia e fece un passo indietro, lasciandolo andare. “Sparisci dalla mia vista,” gli ringhiò contro, con un tono che grondava disgusto.
Jake si piegò in due e fece respiri profondi per riempirsi i polmoni di ossigeno prezioso. Una volta certo di potersi muovere di nuovo, si raddrizzò e guardò l’uomo negli occhi per l’ultima volta. “Se gli torci anche un solo capello, sarò io a uccidere te.”
Si voltò per lasciare la stanza, ma il cuore gli perse un battito quando suo padre gli urlò dietro: “Magari potresti riuscirci, figliolo, ma questo non riporterebbe in vita il tuo cosiddetto compagno.”

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