Hard Landing : Derek il re nero per Emozioni di Monica Lombardi

Derek, il Re Nero
Tutti i pezzi erano ora schierati sulla scacchiera. Wolf e tutto il Team combattevano al fianco del re e della regina bianchi. Ma non sapevano abbastanza sui pezzi pronti a scendere in campo con il re nero.
Hard Landing racconta lo scontro finale tra David G. Langdon e il suo nemico, quel Derek che lui conosce fin da quando erano bambini. È Wolf che “legge” questo scontro come una partita a scacchi, ma la definizione di “Re Nero” per Derek WHo (non il suo “vero” nome ma il nickname che gli ha affibbiato Jet) è uscita dalle pagine del libro ed è ora diventata il modo in cui un po’ tutti, autrice e lettori, si riferiscono a lui.
I personaggi “neri” in questo periodo vanno di moda. Ora, Derek è affascinante, questo è innegabile. Ha carisma, lo ammette persino Michelle, la donna che non riesce a togliersi dalla testa David, GD, il creatore del Team.
Ma credo che la differenza tra un romantic suspense, qual è la serie GD Team, e il mondo “dark” (che alcuni infatti non chiamano nemmeno “dark romance” per l’evidente contraddizione tra i due termini) sia proprio quello che accade a Michelle: il fascino di Derek è palpabile, l’attrazione nei suoi confronti può anche esistere, in alcuni momenti, ma le è impossibile non vedere il sangue sulle sue mani e provare repulsione, per quel sangue. Michelle è la regina bianca, e il re nero non può che essere il nemico. Il re nero non è il protagonista, è l’antagonista. Forte, carismatico, folle nella sua sete di vendetta, quasi ipnotico nel suo volo verso la fiamma che lo brucerà, nella sua corsa verso il baratro. Ma rimane, molto chiaramente, il cattivo.

Derek:hl-1
Le foto non gli rendevano giustizia: dal vivo aveva molto più fascino, un fascino che non era nascosto ma anzi sembrava essere esaltato dagli occhiali con la montatura decisa; e trasudava carisma. Mentre parlava, Michelle si rese conto che era quasi impossibile staccare gli occhi da lui. Non solo. Il suo tono di voce e il modo in cui si relazionava con loro e con i camerieri comunicavano autorevolezza e intelligenza, con giusto quel tocco di pericolo che incuteva rispetto. L’aveva sottovalutato: se non avesse saputo di trovarsi davanti a un ragno che tesseva la sua tela, Michelle sarebbe caduta nella trappola. Anzi, rendendosi conto che si sentiva sempre più a suo agio e rilassata, dovette ammettere che rischiava di caderci pur sapendolo.
David :hl-2
Ecco la differenza tra loro. Michelle si stupiva di non essere totalmente immune al fascino che emanava, a dispetto di quanto sapeva su di lui. L’effetto che David Langdon aveva su di lei, invece, non era qualcosa che si limitava a stupirla: la metteva al tappeto senza che lei potesse fare niente per evitarlo. Essere anche solo sfiorata da lui le bloccava il respiro, ogni volta.

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