Recensione: Il ritorno di Brad Boney

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Titolo: Il ritorno
Autore: Brad Boney
Traduttore: Ugo Telese
Casa editrice: Dreamspinner Press
Genere: romance m/m
Pagine: 345
Prezzo: $ 6,99
Data d’uscita: 19 aprile 2016

Trama

Musica. Topher Manning raramente pensa ad altro, ma il suo lavoro diurno come meccanico non si sposa esattamente con le sue ambizioni da rock star. Se non troverà un modo per sbloccare tutte le canzoni che ha nella testa, la sua band si avvierà presto verso l’oblio.

Poi arriva il festival South by Southwest che, insieme a una macchina guasta, porta nella sua vita il critico newyorchese Stanton Porter. Stanton offre a Topher un biglietto per il concerto di Bruce Springsteen, dove un bacio esitante e le vibrazioni fantasma del cellulare del ragazzo danno il via a una storia d’amore che promette di andare al di là del possibile.

Recensore
Sunshine

Lo ammetto questo libro mi ha stupito e man mano che proseguivo con la lettura facevo sempre più fatica a staccarmi per sbrogliare le faccende di tutti i giorni.
Il libro si dipana su due livelli temporali differenti, uniti inizialmente da un personaggio comune presente in entrambi.
Il primo è nel tempo attuale, dove un critico musicale incontra per caso un meccanico, che è anche il cantante di una band locale.
Il secondo, invece, è tra la fine degli anni settanta e gli anni ottanta quando si scoprì l’AIDS che allora fu definita “il cancro gay”.
Qui vi apro una parentesi.
Ho visto due bellissimi film e un documentario sulla diffusione in quel periodo dell’AIDS, sulla lotta per accedere ai medicinali e sull’idea sbagliata che fosse una malattia limitata alla comunità LGBT e sulla conseguente discriminazione:
– The Nomal Heart
– Dallas Buyers Club
– Per amore e per rabbia
Se non li avete visti li consiglio. Se invece li avete visti probabilmente sarà capitato anche a voi di provare le mie stesse sensazioni leggendo il libro.
Nel secondo troviamo lo stesso critico musicale negli anni della sua giovinezza.
Il libro ha l’alternanza dei capitoli presente/passato ed è una cosa che mi è piaciuta molto, l’autore fa correre in parallelo due trame diverse ma entrambe principali che alla fine si scoprirà essere collegate l’un l’altra, e non solo dalla figura del critico musicale, ma da uno schema di eventi e personaggi ben più complesso.
Non sono una persona religiosa, forse potrei definirmi spirituale ed è questo ciò che ho scorto nel libro.
Non da ultimo il libro è costellato di musica a partire da Springsteen e Dylan fino ad arrivare ai Nirvana e a molti altri. È un tripudio di musicalità.
Personaggi ben descritti e ben caratterizzati, ambientazioni che ti fanno entrare nella storia, dialoghi fluidi… insomma non trovo un difetto nemmeno a cercarlo.
Mi sono emozionata, ho sorriso, ho pianto, mi sono arrabbiata e quando un libro ti fa provare sensazioni così forti è un buon libro, secondo me.
Altro non vi dirò perché è uno di quei libri che va scoperto pagina dopo pagina e sono certa che non ve ne pentirete.

Voto
5 stelle
Editing
Sirena

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