Recensione: Una luce accecante di Renae Kaye

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Titolo: Una luce accecante
Titolo originale: The Blinding Light
Autrice: Renae Kaye
Traduttrice: Chiara Fazzi
Casa editrice: Triskell Rainbow
Genere: Contemporaneo
Pagine: 236
Formato: pdf, epub, mobi
Prezzo: € 5,99
Data d’uscita: 13 aprile 2016

Trama

Jake Manning non è mai stato bravo a tenere a freno la lingua. A causa di questa pessima abitudine – e di una buona dose di sfortuna – non riesce mai a tenersi un lavoro. Ora ha un grosso debito da saldare e una madre alcolizzata e tre sorelle di cui prendersi cura. Quando gli viene offerto un posto da domestico, Jake è così disperato che accetta senza pensarci due volte. Ma gli basta un giorno per capire che il suo nuovo datore di lavoro, Patrick Stanford, è un uomo viziato, arrogante, maleducato e… cieco.

Nato senza l’uso della vista, Patrick è abituato a essere sempre accontentato, ma trova un degno avversario in Jake, che non accetta le sue intemperanze e minaccia di scambiare le etichette in braille sui barattoli della dispensa e di fuggire col suo cane guida, se non si darà una regolata.

Lentamente, Jake comincia ad affezionarsi a Patrick, e le cose a casa sembrano andare per il meglio. Ma quando finalmente decide di pensare alla propria vita e di dedicarsi alla sua nascente storia d’amore, i doveri di famiglia si fanno di nuovo pressanti, mettendolo nella posizione di dover scegliere… o di permettere a Patrick di aiutarlo.

Recensore

Princesse Belle

“Una luce accecante” è un altro racconto di Renae Kaye. I personaggi principali sono: Patrick Stanford, un uomo bellissimo con una laurea in chimica che lavora per una società di profumi costosi come “naso”. Patrick è cieco dalla nascita e ha un cane guida che lo accompagna ovunque. Devo dire che mi è piaciuto molto il modo in cui l’autrice ci introduce nella vita tipica di un uomo cieco, in una casa dove ogni cosa deve essere al suo posto, con lettori braille e le luci spente anche di sera. Questo personaggio mi è piaciuto perché è autosufficiente nonostante la sua cecità, ma proprio a causa di questa, è anche esigente. All’inizio è parecchio maleducato ma, pian piano, con l’aiuto di Jake, ha iniziato lentamente a scaldarsi diventando un uomo dolce che vuole solo essere amato per quello che è. Jacob, o meglio Jake Manning, è un ventiseienne che per sbarcare il lunario lavora come domestico in casa di Patrick, è gentile e premuroso ma allo stesso tempo divertente. Si trova in una brutta situazione: dover pagare un debito astronomico che non è neanche il suo. Cerca di fare del suo meglio e nello stesso tempo riesce a rimanere positivo. È costretto a crescere in fretta a causa di una madre non esattamente responsabile. Egli è il collante che tiene insieme la sua famiglia. Sua madre e le sue tre sorelle, ognuna delle quali ha un carattere diverso e con problemi diversi ma con un unico comune denominatore: il loro amore per il fratello maggiore e il fatto che si rivolgano a lui in ogni circostanza. Jake è per loro (compresa la madre) un genitore e il loro mezzo di sostentamento, sempre!
Jake ha una vita difficile, ha dovuto fare delle scelte che hanno gravato giorno dopo giorno su di lui però è riuscito ad andare avanti, rimboccandosi le maniche, senza chiedere aiuto a nessuno. Il problema (fosse solo mio) è che con tutti i problemi che deve affrontare non ha mai mostrato rabbia o frustrazioni e, forse, un briciolo di egoismo. Chissà, forse, lo avrei preferito un po’ più cinico e duro nei confronti della vita ma invece sprizza bontà da tutti i pori. Mi ha divertito parecchio leggere dei messaggi che Patrick e Jake si scambiano all’inizio del libro quando ancora non si sono mai visti… forse dovrei dire incontrati. Una cosa che ho adorato è stato il modo in cui Jake si comporta con Patrick, il suo modo del tutto naturale di relazionarsi con lui, al punto che si dimentica, a volte, di avere a che fare con un cieco. I personaggi secondari mi sono piaciuti, sono descritti bene e comprendiamo perfettamente le varie sfaccettature dei loro rispettivi caratteri. In conclusione posso dire che il racconto mi è piaciuto molto, è scritto bene e scorre con leggerezza. È divertente, grazie anche alle battute che si scambiano i protagonisti principali.
È stata una bellissima lettura, almeno per me. Se siete alla ricerca di qualcosa di leggero, ma non troppo e di divertente da leggere, questa storia fa per voi. Ho però un piccolo appunto da fare del finale: c’è il lieto fine, ma avrei preferito un capitolo in più, ho avuto l’impressione che mancasse qualcosa, che il finale fosse troppo affrettato, ma questa è solo una mia opinione!

Voto

4 stelle e mezza

Editing

Sirena

 

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