Recensione: Libertà di Jay Kirkpatrick

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Titolo: Libertà
Autore: Jay Kirkpatrick
Traduttore: Victor Millais
Casa editrice: Dreamspinner Press
Genere: m/m sci-fi
Pagine: 213
Prezzo: $6.99
Data d’uscita: 19 gennaio 2016

Trama

In una Terra futura, Patrick Harvey, promosso di recente a Empath di Prima Classe, sogna l’indipendenza che la sua posizione comporta e l’appartamento per cui sta risparmiando. Il suo primo incarico autonomo prevede che si occupi di John Doe 439, un uomo ritrovato fuori città, percosso, traumatizzato e in apparenza muto.

Nonostante un tabù impedisca agli Empath di intraprendere relazioni romantiche, Patrick capisce di provare una forte attrazione per il suo paziente. Presto scopre che l’uomo è un Talento Psichico di alto livello che si chiama Jac, a cui persone violente stanno dando la caccia per i suoi doni, e il semplice mondo di Patrick va in pezzi.

Jac deve riunirsi con i suoi compagni di fuga e lasciare la città prima che altri riescano a trovarlo, ma potrebbe essere troppo tardi. Le voci sui suoi talenti sono giunte fino al Governo Centrale di Chicago. Se Jac vuole mantenere la sua libertà, deve scappare subito. E se Patrick desidera esplorare una relazione che la società gli vuole impedire, dovrà scambiare le comode catene del suo lavoro con l’incertezza della libertà.

Recensore
Princesse Belle

“Libertà” è un romanzo fantascientifico di Jay Kirkpatrick.
Il mondo che conosciamo è stato drasticamente modificato da uno “scoppio” che, oltre ad aver decimato la popolazione, questa ha anche subito dei cambiamenti. Molte persone hanno dei “talenti” particolari che li rendono una risorsa per la società per esempio: alcuni sono chiaroveggenti, altri hanno la telecinesi, alcuni sono telepatici e o empatici eccetera. Gli individui con talenti estremamente sviluppati e quelli invece che non ne hanno affatto, sono coloro che si trovano in pericolo e vivono al margine della società (per chi non ha nessun talento) o sono in pratica schiavizzati (per coloro che hanno uno o più talenti molto sviluppati).
Patrick Harvey è un Empath di prima classe e si considera molto fortunato a vivere a lavorare nella Città. Il primo lavoro di Patrick è quello di occuparsi di un uomo senza nome, soprannominato John Doe 439, il quale è stato ritrovato nel deserto fuori New Las Vegas, martoriato, violentato ed emaciato. Ha vissuto sulla sua pelle tutti gli orrori che è possibile immaginare e tutto questo da delle persone “vestite di bianco” che lui pensa collaborino con coloro che lo hanno portato in quella stanza sterile e imbottita. Non voglio raccontarvi la storia, è troppo articolata e piena di sfumature da poter scrivere senza fare degli spoiler. Comunque ho apprezzato molto il romanzo e lo stile dell’autrice ma non molto lo sbocciare della storia d’amore tra i due protagonisti. I personaggi sono ben caratterizzati ma soprattutto mi è piaciuto John Doe anche se non comunica verbalmente in maniera comprensibile, trasmette forza d’animo e allo stesso tempo dolcezza nonostante la sua terribile condizione. Il finale l’ho trovato strano, penso che la situazione si sia risolta in maniera troppo restrittiva, mi aspettavo un finale più “in grande” anche se quello che c’è dà un po’ più di realismo.
Mi aspettavo un cambiamento del mondo intero non solo quello del salvare un gruppo limitato di persone. Il Terribile Sistema è ancora in vigore e non ci sono delle vere e proprie indicazioni che la situazione possa cambiare al più presto. Non c’è nessun altro tentativo di aiutare anche gli altri. Per quanto mi abbia lasciato con un milione di domande e nonostante sia un distopico e un fantascientifico – generi che non amo particolarmente – la storia in sé mi è piaciuta. Tralasciando le mie personali inclinazioni e i gusti personali, il libro è ben scritto. La narrazione scorrevole tiene incollato il lettore. Personalmente invece, ho trovato la prima parte del libro molto tenera e dolce e la storia d’amore tra i due stava appena accennandosi.
Con l’arrivo di Rob, la storia, a mio avviso, si è rovinata, e il tutto è cominciato a prendermi un po’ meno, fino ad arrivare alla parte finale che non mi è piaciuta affatto diventando noiosa.
Concludendo l’autrice ha creato un mondo incredibile e i personaggi sono ben delineati, è originale e, tirando le somme mi è piaciuto e penso sinceramente che merita di essere letto.

Voto
3 stelle e mezzo

Editing

Sirena

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