Recensione: Una prateria per sé di Andrew Grey

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Titolo: Una prateria per sé
Autore: Andrew Grey
Traduzione: Ernesto Pavan
Serie: Storie della prateria (#5 libro)
Casa Editrice: Dreamspinner Press
Genere: Contemporaneo
Pagine: 190
Formato: Mobi- Epub- Pdf
Prezzo: 6,99 $ su Dreamspinner store– Amazon- Kobo
Data uscita: 7 luglio 2015

Trama

Marty Green ama solo due cose: i cavalli e il basket. Un ictus durante il primo anno di università gli mette però i bastoni fra le ruote. Dopo mesi in ospedale, trascorsi a guarire sotto l’ala dei suoi genitori iperprotettivi, Marty si rende conto di avere bisogno di stare da solo. Quando un buon amico del suo medico gli offre un lavoro nel suo ranch, lui accetta con gioia.

Quando l’assistente veterinario Quinn Knepper vede Marty, il suo cuore manca un battito. È un colpo di fulmine. Anche Marty sembra interessato a lui, per quanto sia timido. Ci sono solo due problemi: il padre di Quinn vuole che lui tenga nascosta la propria sessualità e quello di Marty è un senatore omofobo che non sa che suo figlio è gay, cosa di cui Quinn viene a conoscenza quando l’uomo propone un emendamento costituzionale che proibisce il matrimonio omosessuale.

Due famiglie ostili sono un grande ostacolo, ma Quinn è intenzionato a costruire qualcosa di serio. Purtroppo, questo significa mettere in pausa la propria vita mentre Marty cerca di superare il proprio blocco emotivo, salvo che, naturalmente, non decida di sacrificare la propria felicità in nome dell’ambizione politica di suo padre e termini la loro relazione prima ancora che abbia inizio.

Recensore

Sunshine

Siamo giunti al quinto romanzo della serie ‘Storie della Prateria’ e la prima cosa che mi viene in mente leggendo un libro di Andrew Grey è che sembra di tornare in famiglia.
Insieme alla storia principale si articolano spezzoni di vita di personaggi che, oltre a interagire con la trama stessa, abbiamo già incontrato nei libri precedenti. È bello e confortante vedere come se la stanno cavando a distanza di tempo.
Per quanto l’amore tra una coppia sia alla base del genere romance, in questo particolare caso, ciò che padroneggia sempre è la famiglia, in sostanza quelle di entrambi i protagonisti metteranno loro i bastoni tra le ruote, anche se in maniera differente.
Il padre di Quinn pur essendo al corrente dell’omosessualità del figlio che da anni ha palesato il suo status, non vuole assolutamente che la gente lo sappia. La negazione diventa il suo scudo: se nessuno scoprirà mai che Quinn è gay allora non lo sarà mai veramente. Ragionamento assurdo e inutile, dettato ovviamente dalla non accettazione.
Mentre il padre di Marty, un Senatore degli Stati Uniti, imposta la sua campagna per la rielezione proprio sui valori della famiglia tradizionale. Per paura di compromettere la carriera del genitore, Marty ha invece sempre taciuto il suo orientamento affettivo. Ma fingere per sempre non è possibile, soprattutto quando si incontra qualcuno di speciale.
E poi c’è Jefferson, il padre di Dakota, il padre che tutti vorrebbero. Colui che parla senza veli, né censure, il primo a incoraggiare sempre il prossimo nel ricercare la propria felicità, fregandosene dei giudizi altrui (compresa la famiglia) perché la vita che ognuno ha è un valore prezioso e il diritto a viverla come si desidera, un diritto imprescindibile.
Per Marty confrontarsi con tutto ciò forse è più complicato che per Quinn. In primo luogo perché è più giovane, inoltre non ha mai avuto un ragazzo né mai si era innamorato prima. Quindi tutto per lui risulta nuovo. L’unica sua certezza, per altro ormai appurata da anni, è quella di essere gay, cosa ben diversa però diventa rapportarsi con la vita reale.

Le mie recensioni sono spesso caratterizzate da citazioni del romanzo e anche questa volta non farò eccezione, soprattutto perché in questo specifico caso le parole che riporterò sono ricche di significato e meritano attenzione.

Cit.  “Ci sono troppa amarezza e troppa ristrettezza di vedute a questo mondo; non possiamo dare loro retta. L’amore non è mai sbagliato. Non importa quello che dicono gli altri o le giustificazioni che trovano per il loro odi e il loro bigottismo; amare qualcuno non è mai una brutta cosa.”

Un libro piacevole da leggere, anche solo per passare qualche ora in compagnia di tanti personaggi ormai a noi cari.

Voto

3 stelle

Editing

Madame Bovary

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