Recensione: Red di Patricia Logan

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Titolo: Red
Autrice: Patricia Logan
Traduzione: Martina Nealli
Serie: Invitation Only Vol. 1
Casa editrice: Self Publishing
Formato: ebook
Pagine: 106
Data uscita: 11 febbraio 2015

Trama

Red Tacoma, promoter di Detroit, è pronto ad abbandonare la scena locale e a ricominciare da capo a Austin, in Texas, patria per eccellenza della musica dal vivo, dove spera di poter sfruttare meglio il suo talento. Quando con l’ultimo ragazzo le cose si mettono male, decide che è giunto il momento, e si dirige a sud.

Red, però, non è una brava persona. È uno stronzo, ma va fiero della propria abilità nello svolgere il lavoro senza farsi mettere i bastoni fra le ruote. Certo, qualcuno lo definisce arrogante, ma a lui non importa cosa pensano gli altri – nemmeno se si tratta del suo nuovo capo.

Phoenix, Dom grosso e cattivo di Los Angeles, ha accettato di trasferirsi a Westburg, in Texas, con suo marito, Wade Rubashkin, e di dirigere il nuovo club BDSM di Zachary Teak, l’Invitation Only. Ma predisporre un nuovo locale è sempre una sfida, per di più irta di ostacoli, e come sempre, quando ci sono di mezzo Dom e sub, non mancano momenti ironici e maschioni super-sexy.

Recensore

Sunshine

Come abbiamo già visto nella serie ‘Master’s boys’ della Logan, il primo libro funge da apripista ai successivi.
La storia del personaggio principale – in questo caso Red – verrà quasi sicuramente portata avanti fino all’ultimo libro, dove finalmente la scrittrice concederà il lieto fine anche a lui.
Cosa dire di questo romanzo?
Lo stile Logan colpisce come sempre e lei anche in questo caso, racconta divinamente il BDSM.
Red, il protagonista, ve lo devo dire, mi sta proprio antipatico.
Se nelle prime pagine ho provato empatia nei suoi confronti, appena è approdato all’Invitation Only, l’avrei preso a calci.
Oltre al fatto che si sarebbe scopato ogni maschio che passava di lì, una delle cose che mi ha indisposto è stata l’arroganza con cui palesa di essere convinto di riuscirvi. La linea tra la fiducia in sé e l’arroganza appunto è davvero sottile, ma lui riesce ampiamente a superarla.
Altra cosa che proprio non ho digerito è il modo in cui si pone nei confronti di Wade.
Mi spiace, ma Wade non si tocca!
Per lui Wade è come un gioco, lo vuole come se fosse un trofeo e la paura che scorge nei suoi occhi lo eccita ancora di più. Inoltre se ne frega altamente del fatto che sia sposato con Phoenix, reputando il loro matrimonio, cosa di poco conto.
Non fraintendetemi, non sto dicendo che il libro non mi sia piaciuto, anzi è una buona lettura e la Logan è stata intelligente a creare un personaggio così antipatico, in quanto difficilmente lo si può dimenticare, anche se non in positivo.
Come sempre è bellissimo ritrovare vecchie conoscenze come Zach e Cassidy, Wade e Phoenix, Rokuro, Vesper e, per chi ha letto anche ‘Prigioniero d’amore’, avrà notato che i due impresari edili altri non sono che i protagonisti dell’ultimo titolo appena citato.
Le scene BDSM non sono mai banali, inoltre ogni volta l’autrice ci offre un nuovo scorcio di vita dei personaggi dei libri passati.
Ora, attendo fiduciosa di leggere i prossimi romanzi della serie, sperando alla fine di farmi piacere anche Red.

Voto

3 stelle

Editing

Madame Bovary

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